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Marco Bazzoni, operaio metalmeccanico e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, ha lanciato una petizione per chiedere al governo di occuparsi di aggiornare il Testo Unico, e per chiedere che il tesoretto dell'Inail venga utilizzato per dare una vita dignitosa a tutte le vittime di incidenti sul lavoro e alle loro famiglie, che oggi ricevono rendite vergognose.
 Nella tesoreria di Stato, depositati su un conto infruttifero, sono parcheggiati oltre 17 miliardi.
 Matteo, scomparso lo scorso 5 marzo mentre montava il palco di Laura Pausini, a Reggio Calabria, vale 1936,80 euro: il contributo funerario pagato dall'Inail a sua madre. Di più non si poteva fare, perché i genitori di Matteo non risultavano da lui mantenuti. Il " Testo Unico Assicurazione Obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali" è del 1965.
La storia si ripete, come a Matteo cosi' a Roberto Scavo.
Noi cobas pt cub di Como riteniamo giusto sottoscrivere la petizione proposta online come ci sembra giusto e fare sapere alla gente che su questo argomento, cioe' la sicurezza sul lavoro, esiste un ampio fronte comune, che, se spingiamo in modo sincronizzato tutti quanti, riusciamo a capovolgere la cassa della tesoreria dell'inail e' colmare un po', ma solo un po', le ingiustizie, le infamie e le umiliazioni prodotte da una legge vetusta, uno stato cieco e sordo, ed una calsse politica e finanziaria opulenta ed arraffatrice, dai familiari delle vittime e dei lavoratori stessi che combattono ogni giorno per contrastare tutto questo male.
Ogni riferimento ad eventuale attivisti cobas pt cub e' puramente casuale?
Qui sotto il link per firmare la petizione
Non-derubate-i-morti sul lavoro!!
 e le ragioni piu' ampiamente discusse sull'argomento!
www.dazebaonews.it  per-dire-basta

 

Premessa
Quando parliamo di infortuni sul lavoro, solitamente, lo facciamo dando cifre, numeri, percentuali. Ma la freddezza dei numeri che inquadrano un fenomeno così grave alla fine non rende appieno il senso della profonda tragedia che la morte sul lavoro è.
Dietro ad ognuno di questi numeri c’era una persona che lavorava per vivere, per mandare avanti una famiglia, per progettare un futuro di vita. C’erano i suoi affetti, i suoi cari, le amicizie, i colleghi che quotidianamente la incontravano, magari anche fuori dal lavoro.
Penso che possa essere utile per comprendere appieno il dramma della morte sul lavoro dare un volto, il nome e un po’ della storia di ciascuno di loro. Perché in questi pochi frammenti, raccolti da resoconti di cronaca spesso telegrafici, ciascuno di noi può riconoscere qualcosa della propria vita e di quella dei colleghi con i quali si condivide la quotidianità.
Poi lavoriamo nella stessa azienda, poche parole ci bastano per riconoscere i gesti, la storia, le tribolazioni, lo “stile” nel lavorare di ciascuno di loro.
Non somigliano a qualche collega che ci lavora proprio a fianco tutti i giorni?
Riflettere su questo e su queste storie vorrei servisse a tutti per aumentare la consapevolezza e la presenza sul lavoro. Per la propria incolumità e per quella di chi lavora con noi.
Di seguito troverete le storie, in poche righe per ognuno. Simonetta, sposata da soli due anni; Roberto alle sue prime esperienze di lavoro, e la sua famiglia che ha ricevuto 1.700 euro di risarcimento per la sua perdita (!); Pietro, autista di Poste, morto durante un turno festivo, che lascia tre figli; Gino, “stimato da utenti e colleghi” e del quale le cronache riportano solo l’incidente mortale; Luca, diploma di geometra ma lavoro di portalettere; Francesco, che aveva due figlie; Andrea, che giocava a calcio e ancora pochi giorni si sarebbe sposato; Marina, 33 anni e due bimbi, la cui storia ha commosso molto e di cui molto si è parlato sulla stampa locale; Angelo, del quale non si trovano molte notizie, aveva una famiglia numerosa, moglie e quattro figli; Leonardo, tutti i giorni tornando dal lavoro si fermava al forno, per il pane; Alessandro, 28 anni, aveva finalmente un lavoro fisso e pensava di metter su famiglia; Sergio, il “postino del paese”, quel giorno stava arrivando in ufficio, come sempre…


giovedì 6 marzo 2008 – Simonetta Marenco 37 anni

da un sito internet locale di Novi (AL) - venerdì 7 marzo 2008:
Una postina con contratto a termine è stata investita e uccisa. L’incidente mortale è accaduto intorno alle 13, la vittima è Simonetta Marenco, 37 anni, portalettere che lavorava come sostituta con un contratto trimestrale. La donna stava rientrando all’ufficio postale di Novi Ligure in sella al motorino in dotazione alle Poste dopo aver concluso il suo normale giro di consegna delle lettere.
Scontro violentissimo, in seguito all’urto la giovane donna è stata sbalzata a parecchi metri di distanza dal punto dell’impatto. Nonostante il tempestivo intervento dei sanitari per Simonetta Marenco non c’è stato nulla da fare, è morta sul colpo per le gravi lesioni riportate. Il corpo della giovane donna è stato trasportato all’obitorio del cimitero comunale a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Da LA STAMPA ed. locale - venerdì 7 marzo 2008:
Novi Ligure (Alessandria) aveva 37 anni, portalettere travolta e uccisa da un’auto.
In moto, aveva appena finito di consegnare la posta. «Anche questa è una morte bianca». Così ieri pomeriggio commentavano sgomenti e attoniti per quanto accaduto i dipendenti dell’ufficio postale di Novi, colleghi di Simonetta Marenco, la portalettere travolta e uccisa. Aveva 37 anni, abitava con il marito Vincenzo. Era una dipendente trimestrale. Anche ieri, al momento dell'incidente, Simonetta Marenco era intenta a svolgere il suo lavoro. Stava per terminare il turno e aveva consegnato l'ultima corrispondenza… L'impatto si è rivelato fatale per la donna, morta sul colpo. Simonetta Marenco era nata a Novi ma aveva vissuto a lungo a Ovada, prima di sposarsi, circa due anni fa, con Vincenzo Gastaldi, 48 anni.
 lunedì 10 marzo 2008 – Roberto Scavo, 21 anni

da “La Provincia” di Como - martedì 11 marzo 2008:
Che beffardo destino: tradito durante il "solito giro" del mattino!
Ormai era un'abitudine. Il "solito" giro del mattino per consegnare la posta, lettere e cartoline. Strade percorse decine di volte visto che per Roberto Scavo il contratto a termine stava per scadere. Ma ieri mattina in quella strada fatta in scooter tante volte è andato a finire contro la fiancata di un camioncino che stava percorrendo la via. Il 20enne è stato sbalzato sull'asfalto: ha subito perso conoscenza e le sue condizioni sono sembrate disperate. Il decesso pochi minuti dopo tra la disperazione generale, in particolare dei genitori e dei suoi amici. Roberto Scavo, 20 anni, abitava a Parè, ma andava ogni giorno a fare il portalettere a Limido. Una trasferta non da poco, ma che gli consentiva di guadagnare i soldi per i suoi studi.

da “La Provincia” di Como - venerdì 31 ottobre e lunedì 3 novembre 2008:
Roberto, morto sul lavoro Per legge "vale" 1700 euro
1.725 euro Un incubo per le famiglia del postino morto per strada. O forse peggio. 1.725 euro per risarcire la morte del figlio a 20 anni, mentre stava distribuendo lettere per conto delle Poste. Roberto Scavo, contratto a tempo determinato per fare il postino. Il 10 marzo con il suo motorino è finito contro un'auto. Decesso sul colpo, infortunio sul lavoro, era nel pieno del servizio. Una tragedia che aveva fatto piombare la famiglia, papà Filippo, mamma Maria Cristina e la sorella Sabrina nel dramma. Un dolore profondissimo, che per papà Filippo è stato ulteriormente acuito dal risarcimento ottenuto dall’Inail. «Mio figlio lo posso solo piangere - ci racconta con lo sconforto dipinto in volto - Questa è la verità. Roberto non me lo riporterà in vita nessuno, lo so bene, ma non avrei mai immaginato che la vita di un ragazzo di 20 anni, che oltretutto lavorava con passione, valesse una miseria, poco più di 1700 euro. Da quella mattina del 10 marzo tante cose sono cambiate: mia moglie ha smesso di lavorare. Da allora il reddito della famiglia si basa solo sulla mia pensione ».   Ma ora, sette mesi dopo, il padre Filippo ha ricevuto due assegni dall'Inail per complessivi 1.725 euro appunto. Tanto è stata valutata la vita del 20enne morto. Papà Filippo ha pure pensato di rivolgersi ad un legale, ma la delusione ha preso il sopravvento.
 L'Inail, da parte sua, risponde con le fredde tabelle: Roberto non aveva eredi e non manteneva la famiglia. A lui, dunque, spetta solo l'assegno funerario. Appunto, 1.725 euro...


domenica 16 marzo 2008 – Pietro Tortora, 49 anni

Da un sito di informazione sindacale - lunedì 17 marzo 2008
E’ il terzo lavoratore delle Poste morto in servizio negli ultimi dieci giorni
Dopo i giovani portalettere di Como e di Alessandria e’ morto ieri Pietro Tortora, autista delle Poste a Napoli, 49 anni sposato con tre figli. Ancora sulla strada, come i due portalettere, mentre trasportava la posta. Noi non abbiamo le presse e le catene di montaggio ma i rischi e le insidie per migliaia di nostri colleghi sono sulle strade, dove ogni giorno oltre 40.000 lavoratori delle Poste prestano la loro opera.


martedì 20 maggio 2008 – Gino Longato, 51 anni

Da “Il Gazzettino” di Padova - Mercoledì, 21 maggio 2008:
Investito da un'auto, muore postino di Cona
Gino Longato di 51 anni, stava distribuendo la corrispondenza in motorino.
In sella al suo motorino stava facendo il giro per consegnare la posta quando è morto in un incidente stradale. La tragedia è accaduta intorno alle 12.30, a Bagnoli. L'uomo da una decina d'anni era il portalettere del paese.
Gino Longato, in sella al Piaggio delle Poste, stava percorrendo via Garibaldi, nella stessa direzione di marcia è sopraggiunto un Fiat "Doblò". Il furgone è andato a colpire violentemente il ciclomotore sulla parte posteriore sinistra. Sull'asfalto reso viscido dalla pioggia nessun segno di frenata. L'urto è stato violentissimo. Il portalettere sbalzato di sella è finito sul cofano del furgone e con la testa, protetta dal casco, ha colpito il parabrezza. Poi è caduto sull'asfalto.
Il medico rianimatore non ha potuto far altro che costatare l'avvenuto decesso del portalettere. Gino Longato era morto all'istante.
Longato era una persona che si era conquistata la stima di molte persone e dei colleghi di lavoro.


venerdì 30 maggio 2008 – Luca Matteo Parente, 36 anni

da “La Provincia” di Como - sabato 31 maggio 2008:
Cassina Rizzardi (Como) – Ancora sangue sulle strade comasche
E ancora una volta ad avere la peggio è un giovane motociclista. Il tutto è avvenuto sulla Provinciale 19, al confine con Luisago, verso le otto di mattina. A scontrarsi in un violentissimo incidente frontale sono stati uno scooter e una potente Audi di colore nero che procedeva nella direzione opposta. Stando alla polizia stradale l'Audi avrebbe invaso la corsia scontrandosi con lo scooter. Alla guida del due ruote Luca Matteo Parente, un 36enne che si stava recando al lavoro. Il giovane, nato a Loano, con studi da geometra alle spalle, era portalettere all'ufficio postale di Villa Guardia, a pochi chilometri dal luogo dello schianto.
L'IMPATTO è stato violentissimo, i due mezzi dopo l'urto sono entrambi usciti di strada terminando la loro corsa in un campo di mais.
Intervento immediato del 118, ma per il giovane non c'è stato nulla da fare: per le gravi ferite riportate ha subìto un arresto cardiocircolatorio ed è morto sul colpo. I medici che l'hanno soccorso hanno quindi potuto fare ben poco salvo constatarne il decesso. La salma del motociclista è stata trasportata nella camera mortuaria dell'ospedale e nella mattinata di ieri gli agenti della stradale di Como hanno dovuto rintracciare i familiari del giovane per comunicare l'accaduto.
LA SCIA degli incidenti mortali nel comasco si allunga ulteriormente: il 10 marzo scorso, a Limido Comasco, era morto in una giornata piovosa come quella di ieri un collega di Parente, Roberto Scavo, 21 anni, giovane postino precario.


lunedì 7 luglio 2008 – Francesco Anastasi, 46 anni

da un sito locale di informazione – martedì 8 luglio 2008
Muore in un incidente un postino di Milazzo
Si tratta di Francesco Anastasi, 46 anni, postino in servizio a Milazzo. Secondo la ricostruzione dei Carabinieri Anastasi si stava recando al lavoro, all’ufficio postale di Milazzo.
Il motociclista, giunto sulla strada statale subito dopo il semaforo, si sarebbe trovato di fronte una donna che stava attraversando la strada. Ha sterzato improvvisamente per scansarla ed ha perso il controllo della motocicletta che si è schiantata contro un palo. Per Anastasi, che indossava il casco protettivo, l’impatto è stato fatale, ha battuto violentemente la testa ed è morto sul colpo. Sul luogo dell'incidente i Carabinieri hanno trovato una lunga frenata segno che Anastasi ha tentato disperatamente di bloccare la moto. Ma il mezzo, privo ormai di controllo, si è schiantato contro il palo.
Francesco Anastasi era sposato ed era padre di due figlie di 5 e 15 anni.


martedì 29 luglio 2008 – Andrea Consorte, 35 anni

da un sito web locale di informazione – martedì 29 luglio 2008
Martedì, 29 luglio 2008, nei pressi della zona industriale di Castilenti, ha perso la vita il giovane 35enne Andrea Consorti di Arsita in un tragico incidente automobilistico. Portalettere a Bisenti ed ex portiere dell'Arsita Calcio, il giovane si sarebbe dovuto sposare il 31 agosto prossimo con la sua Stefania. Tutto il paese si stringe attorno al dolore dei suoi cari. Molto conosciuto in vallata sia per la sua professione di postino, che lo portava quotidianamente a contatto con la gente, sia come portiere dell'Arsita Calcio, nelle cui fila ha giocato fino all'anno scorso. I funerali si sono svolti oggi, 31 luglio.
martedì 25 novembre 2008 – Marina Monachese, 33 anni

da La Nazione – 26 novembre 2008
IL DRAMMA Giovane postina in fin di vita dopo lo schianto
Una giovane postina, Marina Monachese, 33 anni, originaria di Foggia, ma abitante a Pisa con il marito e due bimbe, è in fin di vita al reparto di neurochirurgia del Santa Chiara. La donna è in condizioni disperate dopo essere rimasta coinvolta in un incidente stradale avvenuto ieri mattina sulla circonvallazione. Le sue condizioni sono disperate per il forte trauma cranico subìto. E’ stato un impatto violentissimo, la donna era in sella al suo scooter e indossava il casco che hanno tutti i postini. Era impegnata nel suo lavoro di consegna della corrispondenza. Al momento di attraversare un incrocio è sbucata all’improvviso un’auto. Lo scontro è stato terribile e inevitabile. La ragazza, sbalzata di sella, ha battuto violentemente il capo sul cofano anteriore della vettura finendo, poi, sull’asfalto.
Purtroppo le condizioni della giovane madre sono apparse subito in tutta la loro gravità. Dopo il trasferimento al pronto soccorso, la decisione di portare la donna a Pisa dove è giunta in coma. La postina abita a Pisa con la famiglia. Il coniuge è un militare di carriera. Marina era entrata alle Poste Italiane dopo aver vinto, unitamente a tanti altri giovani in tutta Italia, un ricorso per vizi di forma al contratto. La donna aveva lavorato a Siena e ora era a Lucca come part-time.

Da “Il Tirreno” – 27 novembre 2008
Morta per un lavoro da 3 ore Pisa. Lascia due bambini: ancora non lo sanno
 PISA. Ma veramente si può morire per un posto con contratto part-time di tre ore al giorno? In questa Italia di precariato, una giovane mamma di due bambini può morire anche così, mentre consegna la posta a venti chilometri da casa, in una città che raggiunge dopo quaranta minuti di macchina, per un posto ottenuto dopo aver fatto ricorso per l’assunzione regolare. È morta in questo modo, in sella al Liberty messo a disposizione dalle Poste, correndo per Lucca a consegnare corrispondenza, si è scontrata con un’auto. Marina Monachese, 33 anni, è spirata ieri nel reparto di rianimazione di Pisa a ventiquattr’ore da una tragedia della strada.
Dopo la caduta rovinosa, che le è costata devastanti lesioni, soprattutto al capo, è entrata in coma e non si è mai più ripresa. Dall’ospedale Campo di Marte, dove era stata portata in un primo momento, è stata trasferita a Pisa, ma anche qui, ogni sforzo dei medici per strapparla ad una fine così prematura è stato inutile.
Il marito, Gennaro D’Atri, «All’inizio non riuscivo a crederci, non potevo». Ieri mattina ancora non era accaduto il peggio: la morte cerebrale è stata decretata nel primo pomeriggio e l’espianto degli organi, concesso generosamente dai familiari, è avvenuto in nottata.
A casa ci sono due piccolini, un bambino di nove anni, ed una femmina di sei. Al papà chiedono ancora della loro mamma, perché non è tornata, quando tornerà e perché la casa sia così piena di parenti arrivati all’improvviso.
Proprio per il posto ottenuto a Lucca, dopo aver fatto addirittura un ricorso, per quanto fosse un lavoro part-time, la famiglia D’Atri si era trasferita a Pisa da Siena da un anno e mezzo. Marina aveva preso servizio a luglio. Indignati i sindacati, secondo i quali «la postina part-time di ore di lavoro in effetti, per portare a termine i compiti assegnati, ne svolgeva il doppio del previsto, cioè sei».

Da La Nazione – 28 novembre 2008
HA DONATO tutti gli organi Marina Monachese, la postina di 33 anni deceduta dopo 24 ore di coma in seguito a un terribile incidente stradale avvenuto sulla circonvallazione di Lucca, dove lavorava con contratto part-time come portalettere (nativa di Foggia, abitava a Pisa da oltre un anno). Non appena terminato l’accertamento di morte cerebrale si è messa in moto la macchina della solidarietà ed è scattata una maratona di trapianti che, grazie al gesto di estrema generosità dei suoi familiari, consentirà ad altre vite di continuare a sperare. Ma resta la tragedia di una morte assurda e prematura. Non solo una giovane madre che lascia il marito, paracadutista in forze al Sesto Reggimento di manovra e due figli ancora in tenera età di 9 e 6 anni ma anche l’ennesimo infortunio mortale sul lavoro che non fa che alimentare la spirale di insicurezza.


sabato 6 dicembre 2008 – Angelo Morazzoni, 54 anni

da siti web di informazione sindacale
Domenica 7 dicembre Morti bianche: postino di Baggio muore in incidente  Ennesima vittima del lavoro postale, e nello specifico , di noi postini! La notizia è del 6.12.2008, tramite sms. Testuali, gelide parole: Collega, alla fine del servizio di recapito, mentre si apprestava a recarsi al corso di aggiornamento “aziendale” sui “palmari”, andava invece incontro ad una vigliacca morte! Un incidente stradale, di cui ancora non possiamo darvi luce, in quanto la notizia è di …ora.

Milano, Sabato 6 dicembre, Angelo Morazzoni, portalettere 54enne di Milano è deceduto a causa di un incidente con il motomezzo aziendale al termine del lavoro di consegna della corrispondenza. Lascia la moglie e quattro figli.


mercoledì 17 dicembre 2008 – Leonardo Ferro, 58 anni

Da sito web “Cronache di Sicilia” - 18 dicembre
CRONACA. Trapani, postino muore in un incidente stradale
Incidente mortale, nel pomeriggio, in via Cappuccinelli. La vittima è Leonardo Ferro, 58 anni, postino. Viaggiava a bordo di uno scooter che, per cause in corso di accertamento, è finito contro una Lancia Y, guidata da una donna. L'uomo è morto sul colpo. Sulla dinamica indagano i carabinieri Notizia del 18 dicembre 2008.

Da sito web “Telesud Trapani” – 18 dicembre
Rione Cappuccinelli, postino muore in incidente stradale
Un postino di 58 anni di Trapani, Leonardo Ferro, è morto oggi pomeriggio in un incidente stradale.
Si era recato a comprare il pane, appena uscito dal lavoro, come - a quanto pare - era solito fare tutti i giorni. Mentre stava facendo rientro a casa, alla guida dello scooter, è rimasto vittima di un incidente. Leonardo Ferro, 58 anni, postino, prestava servizio negli uffici della frazione di Marausa, non ha avuto scampo. E' morto sul colpo. Il casco che indossava non è servito a salvargli la vita. Si è scontrato con un'auto che procedeva in senso di marcia opposto. La conducente si è dovuta «allargare» per la presenza di un'auto, ferma davanti ad un'abitazione. In quell'istante è sopraggiunto lo scooter. L'impatto non sarebbe stato violento. Leonardo Ferro è finito sull'asfalto. Le ferite riportate nella caduta gli sono state fatali. Per i soccorritori non c'era più niente da fare. Il suo cuore aveva cessato di battere.


giovedì 15 gennaio – Alessandro Fiorentino, 28 anni

Da sito web “Il Nolano” – 16 gennaio 2009
CERCOLA - Morte cerebrale e coma irreversibile per Alessandro Fiorentino
il postino di 28 anni, trovato ieri in una lago di sangue dai vigili urbani a Cercola, vicino allo scooter. Le sue condizioni erano apparse subito gravi ai medici. Il 28enne postino nell'impatto aveva riportato ferite gravissime al capo, al torace ed all'addome. Gli agenti della polizia municipale stanno conducendo le indagini per accertare l'esatta dinamica dell'incidente. L'ipotesi è che il giovane di Pollena Trocchia sia stato investito da un pirata della strada, ed è proprio a questi ''ed a chi ha visto'', che il fratello del postino, Michele rivolge un accorato appello: ''Se c'è un responsabile si costuisca e chiedo anche ad eventuali testimoni di dire quanto sanno sull'accaduto'. Michele ha detto anche che la famiglia sta valutando l'ipotesi di un espianto degli organi del giovane che aveva intenzione di sposarsi: ''I medici ci hanno dato pochissime speranze, stiamo valutando se donare gli organi di mio fratello, nel caso in cui fosse possibile. Alessandro era una brava persona. Era fidanzato da due anni, stava anche pensando di mettere su famiglia''.

Da sito web “Il Nolano” – 18  gennaio 2009
Ferite troppo gravi, muore postino
Alessandro Fiorentino è morto. Il miracolo non c’è stato. I sanitari ne hanno decretato la morte alle 14 di ieri: da venerdì ne avevano dichiarato il coma irreversibile e la morte cerebrale. La famiglia ha acconsentito all’espianto degli organi. Troppo gravi le ferite riportate dal giovane postino di Pollena Trocchia. Toccante il ricordo del fratello Michele: “Voleva sposarsi e mi aveva chiesto di fargli da testimone, ora la sua bontà servirà a salvare la vita di altre persone. Lui avrebbe voluto così”.


martedì 20 gennaio - Sergio Faustini, 48 anni

Da sito web di informazione sindacale – 21 gennaio 2009
Il nuovo anno si apre all’insegna degli incidenti mortali sul lavoro, portando tristemente alla ribalta il tema della sicurezza sul lavoro, sul quale, da molto tempo, le OO.SS. di Cgil, Uil, Sailp e Ugl stanno sensibilizzando l’azienda. Dobbiamo, purtroppo, registrare l’ennesimo infortunio mortale nella giornata di ieri al collega Sergio Faustini portalettere della provincia di Brescia, il quale all’età di 48 anni, lascia la moglie e due bambini piccoli.

Da “Corriere della Sera” ed. locale - 21 gennaio 2009
BRESCIA Auto salta corsia Travolto un postino
Grave incidente stradale ieri mattina a Passirano. Un postino, Sergio Faustini, 48 anni, alle 7.30 era appena uscito da casa quando è stato travolto da un' automobile che avrebbe invaso la sua corsia di marcia. Faustini, che viaggiava in sella al motorino delle Poste, è apparso da subito gravissimo e, portato all' Ospedale civile di Brescia, è deceduto un' ora dopo.

Da sito web comunale - 21 Gennaio 2009
Muore il postino del paese
Sergio Faustini, postino di Passirano, è stato investito ieri mentre si recava al lavoro ed è morto poco dopo in sala rianimazione dell'ospedale Civile di Brescia. L'incidente a pochi metri da casa su via Vallosa tra Passirano e Ospitaletto, mentre alle 7.30 Sergio era a bordo del Piaggio 125 delle Poste Italiane: una Peugeot avrebbe invaso la sua corsia di marcia scontrandosi frontalmente con il motociclo. Immediati i soccorsi, resi vani dalla violenza dello scontro.
Vivo il cordoglio in paese per il postino, conosciuto e benvoluto da tutti.

Epilogo Vivo il cordoglio in paese per il postino, conosciuto e benvoluto da tutti. E’ la classica frase da cronaca locale. E solo nella cronaca locale si trovano le notizie che avete letto. Cercarle non è stato facile. Delle morti sul lavoro in Posta non si dà mai rilievo, non sono percepite come morti sul lavoro, sono quasi folklore locale: il postino conosciuto e benvoluto da tutti. Eppure siamo secondi solo ai muratori, nella tragica classifica delle ‘morti bianche’. Evidentemente le morti sul lavoro in posta non sono nemmeno “bianche”, sono trasparenti. I tg e i quotidiani nazionali non se ne occupano. E nemmeno Poste Italiane se ne occupa. Infortuni sul lavoro postale +10%, morti più che raddoppiate. Ma non devono essere le cifre ad attirare l’attenzione. Usiamo l’attenzione e la consapevolezza tutti i giorni sul lavoro mentre lo svolgiamo, perché è un lavoro pericoloso. E stiamo attenti anche ai colleghi, soprattutto ai più giovani e ai “ctd”, quando sono troppo carichi, quando sforano l’orario e vanno di fretta, quando i mezzi sono difettosi. Bisogna assolutamente pretendere di lavorare in sicurezza. La “fatalità” si può evitare, perché quasi mai è una fatalità.

Alberto Bucci
Reggio Emilia 

 

 

Bressana Bottarone, 21 marzo 2013 - Morire a 19 anni sul lavoro, con il contratto a termine ormai agli sgoccioli. Così, ieri mattina, in un incidente stradale ha perso la vita un giovane portalettere precario dell’ufficio postale di Bressana Bottarone. Luca Sabatelli, al momento dello schianto era in servizio sul motorino delle Poste Italiane. Qualche minuto dopo mezzogiorno, Sabatelli stava percorrendo la statale dei Giovi, in direzione Pavia. Alle porte di Bressana, per cause da accertare, si è scontrato con l’auto Toyota Yaris guidata da una donna di 53 anni, V.A, residente a Milano ma domiciliata a Pinarolo Po, che stava procedendo da via I maggio in direzione Casteggio.

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L’impatto è stato violentissimo. Il postino è stato scaraventato via dalla moto e ha colpito con la testa il finestrino a lato del guidatore, infrangendolo ed entrando con parte del corpo nell’abitacolo dell’auto. Sul posto sono intervenuti la Polizia stradale di Voghera e il 118. Le condizioni del 19enne sono subito apparse molto serie, i soccorritori l’hanno trasportato d’urgenza al policlinico San Matteo di Pavia. Ma per lui non c’è stato nulla da fare: si è spento poco dopo l’arrivo in ospedale. Ha subito lesioni gravissime alla testa. Solo ferite lievi per la conducente dell’auto, portata al policlinico in stato di choc per accertamenti.

La vittima  abitava ad Arena Po con la sua famiglia. Lascia la mamma, la sorella e il papà, appuntato scelto dei carabinieri in servizio al Nucleo operativo radiomobile di Stradella. Il giovane era stato assunto dalle Poste con contratto a tempo determinato di due mesi. «Sarebbe scaduto fra circa una settimana. L’azienda chiama solo una volta e per pochi mesi, si rivolge a giovani diplomati alla prima esperienza lavorativa — racconta addolorato Maurizio Dassù, segretario generale del sindacato Slp Cisl Pavia —. Tutti mi hanno detto che era un ragazzo molto volenteroso e diligente».

Sabatelli era il capitano della squadra di calcio Apos Stradella: «Era una roccia, uno dei più bravi. Molto esperto nel suo ruolo, difensore centrale. Giocava in categoria Juniores provinciali. I genitori lo seguivano, erano quasi sempre tra gli spettatori — dice Maurizio Saturno, dirigente del club —. Teneva in piedi il gruppo, era determinato e socievole. Mio figlio era in squadra con lui, alla notizia dell’incidente c’è stata grande agitazione, poi purtroppo abbiamo saputo della morte».

Il dirigente Angelo Sozzi commenta: «Era contento del lavoro alle Poste, aveva deciso di farlo in attesa di scegliere la facoltà universitaria da frequentare. Era un bravissimo ragazzo». Il sindacalista delle poste Dessù, con Giacomo De Lorentis, segretario della Slc Cgil Pavia, precisa: «Risulta che Luca indossava i dispositivi di protezione, la moto era in perfette condizioni e, mentre viaggiava su una strada principale, è stato investito da un’auto. I fatti descrivono una tragica fatalità, non vogliamo speculare. Ma quando nel 2013 ancora si muore sul posto di lavoro, forse qualcosa resta da fare. L’azienda si appresta a ridurre i portalettere per la riorganizzazione che in provincia di Pavia prevede un taglio di 54 zone di recapito su 347, chiediamo con rabbia che non vengano mai meno le risorse per la tutela della vita dei lavoratori, che ci mettono dedizione e attenzione, consapevoli che è un lavoro rischioso. Le Poste devono però mettere in atto ogni azione per tutelare la vita. Questa tragedia ci ricorda che la sicurezza è la cosa più importante. Mai saremo disposti a barattare riduzioni di costi a discapito della sicurezza».



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  Il mio sindacato non ha un nome “comune”, come gli altri (CGIL,CISL,UIL,FAILP,SAILP,UGL);il mio sindacato è aperto,tutti possono entrarvi senza permessi speciali e senza dazio;tutti possono uscire liberamente;il mio sindacato non ha clienti, a cui concedere o far concedere favori quotidiani;il mio sindacato è dei lavoratori,senza discriminazioni,tutti con eguali diritti;il mio sindacato non frequenta le stanze dei padroni postali per scambiare i diritti con le concessioni amichevoli e con i privilegi ai propri apparati;il mio sindacato non firma contratti nei quali si allea con il padrone per dare sanzioni disciplinari, per far lavorare di notte,di festa, a tutte le ore, negare le ferie,umiliare i malati … sostituire il salario con i premi, cancellare le pensioni,eliminare la scala mobile, limitare la democrazia;il mio sindacato odia la precarietà ed ha da sempre lottato per consentire ai precari il diritto al lavoro stabile,contro gli accordi di ieri e di oggi,sostenendone tutte le cause in tutta Italia;il mio sindacato non ha sposato la privatizzazione del servizio pubblico in nome del profitto e del mercato;il mio sindacato lotta per la pace ovunque, lotta per “distribuire diversamente la ricchezza”ovunque!Non confondere e non lasciarti confondere.Il suo nome è CobasPT Cub-USB


  • La sede nazionale, con tutte le funzioni centrali, è in Milano 20131, via Teodosio  n.  9. Il  telefono  02 2663474  è disponibile prevalentemente come fax.
  • La sede di Palermo è in via San Lorenzo n. 200 al 6° piano ed il responsabile è Caruana Alfonso telefono  3711814775.
  • Sui  territori, ove vi sono sedi CUB e/o USB, le confederazioni con cui collaboriamo, ogni nostro operatore può trovare ospitalità e agibilità per gli impegni locali, oltre alle assistenze di carattere istituzionale, tipiche delle organizzazioni sindacali.

Tali sedi sono reperibili  sui rispettivi siti: www.CUB.it  e  www.USB.it .

 

Sede Nazionale: Via Teodosio, 9 - 20131 MILANO Tel/Fax 02-2663474 E-mail:cobaspt@tiscali.it - www.cobasptcub.it C.F. 97116840154 "RSU, parole e fatti :da Imperia un buon esempio".
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