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Autunno: che tempo che fa

Vite parallele

(Plutarco, I secolo d.C.)

E se cominciassimo così?

Nascono nello stesso anno, nello stesso giorno, Beppe e Mario.

Mario in una bella casa, in una grande città del nord, in una famiglia senza altri figli ma con un solido patrimonio.

Beppe è uno del Sud, con una famiglia numerosa, in un paesino tra mare e colline...

 Pochi soldi girano da quelle parti.

 

Mario cammina spedito, in un ambiente confortevole. Studi brillanti, laurea con lode. Poi impiego; poi professione.

Tra nobili amici, colleghi e accoglienti salotti e sagrestie, vola molto in alto.

Merita. Parla bene, sa di economia, ottime relazioni sociali. Merita.

 

Beppe è un’altra cosa. Studia male. Si ferma presto, la scuola dell’obbligo è l’unico traguardo economico possibile. Frequenta la strada, con coetanei nelle stesse condizioni. Impara solo a vivere. Anzi a sopravvivere. Senza meriti.

Faticosamente trova lavoro alla Fiat, catena di montaggio.

Muore di tumore ai polmoni. Tutto quello che ha meritato…. nella società del merito.

 

Muoiono nello stesso giorno. Ovviamente non nello stesso anno:Beppe muore prima, molto prima.

Mario si presenta a San Pietro che, sorridendo benevolmente, gli apre subito le porte, perché trova il suo nome nella lista dei raccomandati.

 

Beppe scende giù.

Il buon diavolo, con un ghigno naturalmente satanico, lo invita ad entrare: “benvenuto, fratello. Non aver paura. Tanto all’inferno sei abituato”.

***

 

Ci fu un tale che osò dire che è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco possegga il paradiso.

Lo misero in croce, come un terrorista rosso.

Eppure lui era biondo, di Nazareth.

Altri tempi?

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  Il mio sindacato non ha un nome “comune”, come gli altri (CGIL,CISL,UIL,FAILP,SAILP,UGL);il mio sindacato è aperto,tutti possono entrarvi senza permessi speciali e senza dazio;tutti possono uscire liberamente;il mio sindacato non ha clienti, a cui concedere o far concedere favori quotidiani;il mio sindacato è dei lavoratori,senza discriminazioni,tutti con eguali diritti;il mio sindacato non frequenta le stanze dei padroni postali per scambiare i diritti con le concessioni amichevoli e con i privilegi ai propri apparati;il mio sindacato non firma contratti nei quali si allea con il padrone per dare sanzioni disciplinari, per far lavorare di notte,di festa, a tutte le ore, negare le ferie,umiliare i malati … sostituire il salario con i premi, cancellare le pensioni,eliminare la scala mobile, limitare la democrazia;il mio sindacato odia la precarietà ed ha da sempre lottato per consentire ai precari il diritto al lavoro stabile,contro gli accordi di ieri e di oggi,sostenendone tutte le cause in tutta Italia;il mio sindacato non ha sposato la privatizzazione del servizio pubblico in nome del profitto e del mercato;il mio sindacato lotta per la pace ovunque, lotta per “distribuire diversamente la ricchezza”ovunque!Non confondere e non lasciarti confondere.Il suo nome è CobasPT Cub-USB


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