una piccola italia

Stampa
AddThis Social Bookmark Button

(ospitiamo)

Una piccola italia

ha ora un “piccolo” presidente, con i due terzi degli elettori.

Piccolo, quindi, nei numeri, che pure, per lorsignori, sono il codice di valore di questo sistema oligarchico.

E piccola nella morale politica secondo cui si giustifica – anzi si celebra nel coro servile della stampa – ogni mezzo in ragione del fine utile, ivi compresa l’esaltazione istituzionale di qualche delinquente che conta, mafia inclusa.

Ma il curriculum del neopresidente pervenuto a sua volta nella reggia del Quirinale è poderoso; uno normale si chiede dove, come e quando abbia potuto racimolare tutti quei titoli e dedicarsi a tutte quelle attività e incarichi.

Dal nostro punto di vista, sappiamo che – lui e familiari – è nato, cresciuto e pasciuto nel peggiore dei sistemi, quello democristiano. E che il fratello, ucciso da sicari, non era un povero cristo, ma il presidente della regione Sicilia, quella dei Borsellino, Falcone e Impastato…

La notte della repubblica “fondata sul lavoro“ continua.

Aspettiamo un movimento politico o partito politico che proponga e lotti per:

  • eliminazione della figura costituzionale del presidente della Repubblica, inutile, retorica, sfarzesca, costosa;

  • riduzione della rappresentanza istituzionale alla sola Camera dei Deputati;

  • cancellazione del Senato, delle Province, delle Regioni, delle Prefettura;

  • affidamento ai Comuni del governo dei propri territori, dotandoli di poteri e risorse adeguate;

  • elezioni generali, una per tutti e per tutto, con nuovi strumenti di partecipazione al voto;

  • proposte elettorali in primarie solo su programmi;

  • elezione per scelta pubblica dei responsabili dell’attuazione del programma vincente.

E così via dicendo…………………

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 Febbraio 2015