Alle Poste l'ultima parentopoli

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Alle Poste l'ultima parentopoli: figli di sindacalisti assunti in massa e in procura arriva un dossier

I casi tra Palermo, Catania e il Trapanese. Il sottosegretario: procedure di agenzie interinali Contratti a termine poi diventati definitivi a congiunti di esponenti della Cisl e della Uil

di EMANUELE LAURIA

21 ottobre 2014

LI CHIAMANO "contratti di somministrazione di lavoro". E alle Poste sono diventati una questione di famiglia. Attraverso questo strumento negli organici dell'azienda è entrata direttamente, in tutt'Italia, una pletora di figli di sindacalisti. La Sicilia non fa eccezione, anzi è diventata la pietra dello scandalo. Perché è nell'Isola che la vicenda ha assunto i contorni più vistosi ed è da qui che è rimbalzata in parlamento nazionale. E a breve finirà anche in procura. Con un elenco di nomi e cognomi dei "raccomandati".

 

Eccola, l'ultima parentopoli. Si consuma dentro una delle più grandi aziende di Stato, una spa controllata dal ministero dell'Economia e delle Finanze. Un'azienda che assume, attraverso il proprio sito web. E anche quest'anno, il 22 marzo, Poste Italiane ha pubblicato un avviso per reclutare 1070 lavoratori a contratto, fra portalettere e addetti allo smistamento. Solo che, a fronte di migliaia di curriculum presentati, l'azienda ha continuato a fare ricorso  -  era già successo negli anni scorsi  -  alle agenzie interinali per reclutare altro personale. E con questo sistema, eludendo dunque il bando, "diversi sindacalisti, appartenenti a sigle diverse, hanno assunto i propri congiunti".

 

La denuncia è stata fatta, nell'aula della Camera, dal deputato del Pd Franco Ribaudo: "È stato inferto un danno enorme a discapito dei giovani che hanno creduto ancora una volta alla possibilità che si potesse accedere alla pubblica amministrazione senza raccomandazioni". In aula ha risposto la sottosegretaria al Lavoro Teresa Bellanova, sulla base delle notizie fornite dal ministero dell'Economia. Affermando che l'utilizzo delle assunzioni dirette tramite agenzie interinale, e dunque dei contratti di somministrazione, è stato fatto solo "per tipologie di fabbisogno diverse da quelle della ricerca attraverso il sito web", cioè per "rafforzare il settore commerciale all'interno degli uffici postali". Ha poi aggiunto, la Bellanova, che i contratti di somministrazione attivati sono stati 108 in tutt'Italia e solo 5 in Sicilia. Ma non ha detto una parola sulla presenza dei parenti dei sindacalisti fra gli ultimi assunti alle Poste.

 

Ribaudo, a quel punto, è andato giù duro, confutando le cifre fornite in aula ("In Sicilia sono stati fatti 70 contratti nel solo 2014") ed entrando nello specifico: "Ho i nomi e i cognomi di almeno dieci posti di lavoro segretario aggiunto della Slp Cisl Poste di Palermo. A Catania ecco Andrea D'Antoni, figlio di Giuseppe, segretario nisseno sempre della Slp Cisl. All'ufficio postale di Palermo Sperone lavora Antonella Canfora, figlia di Luigi, segretario della Uil Poste di Messina. Ancora: a Palermo ha trovato posto Ambra Di Bernardo, figlia di Carmelo Di Bernardo, segretario della Uil poste di Agrigento. Mentre Patrizia Cantarero, dati a parenti di esponenti della Cisl, della Uil, del sindacato autonomo. Non li farò qui, ma in procura".

 

Siamo andati a cercarli, quei nomi. E li abbiamo verificati. Si tratta di personale assunto negli ufficili postali di Palermo, Catania, del Trapanese negli ultimi due o tre anni, in prevalenza con contratti di somministrazione e quasi tutti stabilizzati. Si tratta, in effetti di parenti stretti di sindacalisti. Ad Alcamo lavora Giacomo Affatigato, figlio di Maurizio Affatigato, segretario provinciale della Slp Cisl Poste Palermo. Cognome, questo, noto nel Capoluogo anche perché un altro Giacomo Affatigato, nonno del neo-assunto alle Poste, fu assessore socialista al Comune negli anni '80.

 

A San Giuliano Trentapiedi, nel territorio di Erice, opera Veronica Curia, figlia di Giovanni, moglie del segretario della Uil poste di Catania Eugenio Cambria, è in servizio nel capoluogo etneo. Infine i sindacati autonomi: Doriana Li Causi, figlia del segretario Udl di Trapani Pietro Li Causi, è stata assegnata a un ufficio postale di Palermo. E Ivana Aprile, figlia del segretario regionale della Sailp Confsal Lucio Aprile, lavora a Catania.

"L'elenco è lungo, in ballo ci sono diversi altri nomi di parenti di sindacalisti", dicono Marcello Cardella e Vincenzo Messina, rispettivamente coordinatore regionale e responsabile dell'area servizi postali della Slc Cgil. Proprio la Cgil, da qualche mese, ha avviato una corrispondenza con i vertici di Poste per chiedere conto dei contratti di somministrazione attivati senza alcuna comunicazione alle rappresentanze sindacali.

 

"Il problema  -  dice Cinzia Maiolini, segretaria nazionale di categoria della Cgil  -  sta nel fatto che il ricorso a questo strumento, specialmente nel caso di stabilizzazioni, è stato fatto anche o soprattutto in regioni che Poste Italiane ritiene

già abbondanti di personale. Ciò significa che una procedura di questo tipo blocca la mobilità dei lavoratori meridionali che da anni sono in servizio al Nord e vorrebbero riavvicinarsi a casa. Oltre a limitare gli spazi per chi, secondo le regole delle Poste, può essere assunto al posto del genitore che lascia gli uffici". Lo screening dei "raccomandati", intanto, prosegue. In tutt'Italia. E nuove liste potrebbero venir fuori nelle prossime ore.

https://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/10/21/news/alle_poste_l_ultima_parentopoli_figli_di_sindacalisti_assunti_in_massa-98626549/

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  Il m Tali sedi sono reperibili sui rispettivi siti: www.CUB.it e www.USB.it . io sindacato non ha un nome “comune”, come gli altri (CGIL,CISL,UIL,FAILP,SAILP,UGL);il mio sindacato è aperto,tutti possono entrarvi senza permessi speciali e senza dazio;tutti possono uscire liberamente;il mio sindacato non ha clienti, a cui concedere o far concedere favori quotidiani;il mio sindacato è dei lavoratori,senza discriminazioni,tutti con eguali diritti;il mio sindacato non frequenta le stanze dei padroni postali per scambiare i diritti con le concessioni amichevoli e con i privilegi ai propri apparati;il mio sindacato non firma contratti nei quali si allea con il padrone per dare sanzioni disciplinari, per far lavorare di notte,di festa, a tutte le ore, negare le ferie,umiliare i malati … sostituire il salario con i premi, cancellare le pensioni,eliminare la scala mobile, limitare la democrazia;il mio sindacato odia la precarietà ed ha da sempre lottato per consentire ai precari il diritto al lavoro stabile,contro gli accordi di ieri e di oggi,sostenendone tutte le cause in tutta Italia;il mio sindacato non ha sposato la privatizzazione del servizio pubblico in nome del profitto e del mercato;il mio sindacato lotta per la pace ovunque, lotta per “distribuire diversamente la ricchezza”ovunque!Non confondere e non lasciarti confondere.Il suo nome è CobasPT Cub-USB


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