Sindacalisti gialli
Sindacalisti gialli (messo notificatore)
In data 11 luglio 2013, le OO.SS. concertative CGILCISLUILUGLFAILPSAILP del Lazio scrivevano e sottoscrivevano con Poste Italiane SpA che “l’individuazione delle risorse (per svolgere le mansioni di messo notificatore) avverrà… attraverso un’indagine conoscitiva e mediante graduatoria…”, dando così per pacifico corollario la volontarietà di ogni dipendente. In data successiva, il segretario generale regionale CGIL, Sig. Alberto Manzini, unitamente al Responsabile sempre della CGIL di Roma, Sig. Giorgio D’Andrea, lamentano e denunziano la Società perché si dedicava a forti pressioni intimidatorie sui lavoratori, pretendendo da essi un consenso indiscutibile ed indiscusso a presentare la documentazione necessaria per consentire ad Equitalia SpA di nominarli suoi messi. In data 31 ottobre 2013, gli stessi, con le consorelle concertative, cambiano le carte in tavola e si adeguano alla riformulazione della pretesa aziendale di considerare interno al rapporto di lavoro del portalettere anche la mansione di messo di Equitalia SpA; anzi allargando l’area dei dipendenti a ciò obbligati. Anni orsono, si chiamava “sindacalismo giallo” - il bianco (Cisl) era di matrice democristiana e il rosso (CGIL) ritenuto cinghia di trasmissione del PCI - quello che, anche foraggiato abbondantemente sottobanco, negli scontri di classe dell’epoca appoggiava le posizioni occidentali…. Noi, allora, li chiamavamo servi del padrone. Oggi? Infami.
P.S. - Non cambia, comunque, lo scenario giudiziario in corso, ma rende più facile bersaglio di procedimenti e provvedimenti disciplinari il dipendente (che resiste all’arroganza aziendale) in una strategia societaria di terrorismo politico. | ||
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